.:Menu:.
   
 
 
[refresh]txtShout
Nome:
E-mail:
Messaggio:[smilies]

.:Counter:.




.:Recensione di Raoul Molinari

Therese Uhlmann, con il suo impegno pittorico in continuo divenire, non finisce di stupire i suoi estimatori.

In tempi in cui, molti artisti riparano nell'astrattismo o nella scia della tradizione figurativa, la Uhlmann si rinnova "inventando" nuovi approcci di tecnica mista, senza rinnegare nulla delle precedenti esperienze di studio e di ricerca. (Ricordiamo le sue policrome fusione in vetro e le sue istallazione in materiale povero rinvenuto in natura che hanno caratterizzato un momento felice dell'artista di origine svizzera, ora intimamente inserita sulle nostre colline).
I suoi ultimi lavori costituiscono un "salto di qualità", una diversa introspezione, un diverso modo di plasmare la materia ed i colori.

Nelle sue opere attuali le "striature" materiche sulla tela offrono una lettura al femminile di campi dorati di spighe e di geometrie collinari senza pesantezze formali disorientanti, l'alto e il basso non sono che convenzioni culturali e come tali possono essere disattese.

Senza centro, senza forza di gravità, sospesi nella tela e al contempo carichi di fisicità, i soggetti della Uhlmann danno il senso di una lenta, infinita caduta esistenziale, verso chissà dove.
I chiari e scuri, i bianchi e i neri che rappresentano gli alti e bassi della vita di ognuno, arricchiti da una finestrella a specchio, ci sollecitano ad un'attenzione meno superficiale di quella che avremmo rivolto. Negli oblò speculari, ci vediamo, infatti, riflessa la nostra immagine e tutto quello che sta nel nostro intimo.

Raoul Molinari